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Superbonus 110: il governo fa marcia indietro dopo le proteste. Come cambiano le regole

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L'allarme dei costruttori: "Giro di vite sulle cessioni dei crediti, si rischia la paralisi del settore". Con le misure di rilancio interventi per 35 miliardi (ma anche sequestri per 4 miliardi)

 

Superbonus 110% e altri bonus edilizi: si va verso un nuovo aggiornamento delle regole. Anche in seguito alle polemiche sollevate dalle associazioni di categoria dopo la stretta riguardante le cosiddette cessioni di credito elaborata dal governo per porre un freno al rischio di truffe nelle richieste di agevolazioni fiscali nel settore, il governo ha deciso di innestare una parziale marcia indietro.

 

Cosa cambia

L'intenzione è modificare il decreto legge Sostegni ter, nella parte riguardante l'edilizia, togliendo limiti alle cessioni di crediti maturati dalle aziende costruttrici con i bonus, oggi ridotte a un unico "passaggio di mano" . Le cessioni, però, dovranno avvenire tra istituti vigilati dalla Banca d'Italia, e all'interno di entità - banche e intermediari - appartenenti ad uno stesso gruppo. Sul fronte delle cifre già sequestrate dalle diverse procure italiane in seguito a verifiche su cessioni di credito "sospette" - una somma che si aggira, per ora, sui due miliardi di euro, ai quali se ne potrebbero aggiungere presto altri due - l'esecutivo starebbe pensando di allungare i tempi di utilizzo dei crediti dissequestrati.

 

Quando cambierà

Il governo ha fatto sapere di essere al lavoro per "correzioni mirate", anche dopo che le imprese sono scese in piazza a Roma per protestare contro un giro di vite che, a detta dei costruttori, rischia di paralizzare il settore dell'edilizia, con conseguenti perdite di posti di lavoro e fermo dei cantieri. Le modifiche dovrebbero essere varate dal consiglio dei ministri già la prossima settimana ed essere inserite nel decreto Energia o nel Milleproroghe. 

Gli allarmi di politica e aziende

Fra le voci che si erano levate per chiedere i cambiamenti al comparto bonus edilizi c'era stata quella del ministro Stefano Patuanelli (Movimento 5 Stelle). "Le modifiche degli ultimi due decreti al meccanismo della cessione dei crediti che maturano a seguito degli interventi edilizi, predisposte con il nobile obiettivo di evitare le truffe - aveva detto il titolare della delega all'Agricoltura - di fatto hanno bloccato completamente migliaia di interventi, rischiando di far fallire le imprese oneste e di danneggiare migliaia di famiglie", spiega Patuanelli. «Come Governo dobbiamo prenderne atto e intervenire immediatamente con un decreto correttivo".

La limitazione della cessione del credito introdotta dal dl Sostegni ter, ha già avuto degli effetti. Le imprese sono in allarme perché i cantieri avviati per il Superbonus, avvertono tecnici, fornitori e imprese coordinati da Class Action Nazionale dell'Edilizia, si stanno già bloccando, le banche non stanno accettando i crediti e le aziende non hanno più liquidità. L'appello a cambiare la norma è arrivato anche dall'Ance, l'associazione dei costruttori. "Il governo dovrebbe ripensare rapidamente a questa situazione, perché la situazione che si è creata è insostenibile - ha affermato Gabriele Buia, presidente di Ance - Si sta già verificando uno stop degli interventi e una mancata crescita". La proposta di impiegare la Banca d'Italia come garante sulle cessioni dei crediti è arrivata proprio da Ance.

I dati sui sequestri

Di certo l'allarme truffe, a fronte del quale il governo aveva motivato la sua stretta, resta sul piatto. La possibilità di cessioni multiple di crediti avrebbe portato a una serie di indagini per ipotetici raggiri ai danni dell'erario. Negli ultimi mesi sono stati effettuati sequestri in tutta Italia per una cifra pari a due miliardi di euro. A cui potrebbero aggiungersi presto, una volta terminati accertamenti e conteggi, altri due miliardi. E', questa, l'altra faccia di una medaglia che racconta del rafforzamento del settore edilizio, seguita ai provvedimenti promossi per combattere la "crisi da pandemia". Dall'avvio del superbonus e delle altre misure, infatti, sono stati realizzati lavori per 35 miliardi di euro. Sono state avviate un totale di 5 milioni di interventi e relative pratiche.

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