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SUPERBONUS, la cessione del credito conviene davvero? Alcuni esempi per capire meglio

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Tre esempi pratici, per capire meglio il recupero delle spese tramite cessione del credito 

 

 

Il meccanismo

Efficientamento energetico ed interventi antisismici a costo zero, questo l’obiettivo del bonus fiscale 110% introdotto dal decreto rilancio dello scorso anno e prorogato fino al primo semestre 2022 dalla legge di bilancio 2021. Il recupero delle spese sostenute è possibile con modalità differenti rispetto al passato con il coinvolgimento di diversi soggetti, interessati dalla misura agevolativa. Gli interessati, infatti, non sono solo le persone fisiche che effettuano i lavori, ma anche le imprese esecutrici, i tecnici asseveratori, i soggetti (banche ed altri intermediari finanziari) cessionari del credito maturato dai contribuenti ed i professionisti che dovranno apporre il visto di conformità per la cessione del credito. Ma la cessione del credito da superbonus conviene sempre? E a che condizioni? Abbiamo provato tre simulazioni per capire meglio 

 

Il fai da te

Un contribuente intende installare il cappotto termico nel proprio edificio. La spesa da sostenere è di € 30.000 euro e non intende cedere il credito. La detrazione spettante sarà di € 33.000 che potrà essere utilizzata nella dichiarazione dei redditi in 5 anni, cioè € 6.600 all’anno. In tale ipotesi il contribuente dovrà avere un’imposta a debito nella propria dichiarazione di almeno € 6.600 ogni anno affinché possa utilizzare tutto il credito maturato. In caso contrario, il credito non utilizzato nell’anno andrà perso. Naturalmente, rimane possibile negli anni successivi utilizzare le quote spettanti.

 

 

La cessione parziale

Un contribuente intende installare il cappotto termico nel proprio edificio. La spesa da sostenere è di € 30.000 euro e l’impresa gli propone lo sconto in fattura di metà della spesa. Il contribuente pagherà 15.000 € all’impresa che a sua volta maturerà il credito pari al 110% sullo sconto accordato al contribuente. Il credito spettante al contribuente sarà dunque pari a 16.500 € : maturerà quindi il 110% sulla parte di spesa pagata . Il tutto si traduce in cinque quote annuali pari a 3.300 €. In tale ipotesi, il contribuente dovrà avere un’imposta a debito nella propria dichiarazione di almeno 3.300 € ogni anno affinché possa utilizzare tutto il credito maturato. In caso contrario, il credito non utilizzato nell’anno andrà perso. Naturalmente, rimane possibile negli anni successivi utilizzare le quote spettanti. In alternativa all’utilizzo diretto, il contribuente potrà optare per la cessione di quei 16.500 a banche ed altri intermediari finanziari. Ma le banche e gli istituti finanziari applicheranno delle commissioni che vanno dal 7 al 12%. Il che significa che di quei 16.500 avreste indietro da 15.350 a 14.500 €.

 

Cessione totale

Un contribuente acquista un immobile il cui costo è di 200 mila euro per il quale il costruttore ha effettuato interventi antisismici che rientrano nel sisma bonus 110%. Il contribuente intende cedere il credito ad una banca. Il contribuente avrà diritto al bonus 110% calcolato sulla spesa massima di 96 mila euro. Il credito spettante sarà pertanto di € 105.600, utilizzabile in cinque anni. Il credito potrà essere ceduto alla banca che restituirà al contribuente la somma del credito al netto delle commissioni richieste per l’operazione. Anche in questo caso le commissioni vanno dal 7 al 12 %. Quindi il contribuente non otterrà il rimborso di 96.000 ma una somma che va da 89.280 a 84.480 (a seconda della commissione applicata dalla banca).

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